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I nostri aggiornamenti

06/07/09

Pioggia fredda sul Darfur

Traduzione e sintesi: Coordinazione Darfur
Fonti: AFP, Al Jazeera, Reuters 1, 2, 3

Mentre ormai la stagione delle piogge è nel suo pieno in Darfur, numerose notizie passate in gran parte sotto silenzio dai media nazionali raffreddano le aspettative che alcuni porta-voce delle Nazioni Unite e di alcuni governi occidentali avevano succitato riguardo lo placcarsi del conflitto militare e delle sue terribili implicazioni umanitarie nell'inferno del mondo.

Gli scontri armati si stanno concentrando da qualche tempo nella regione del Nord Darfur. Secondo fonti ribelle rapportate dalla radio francese RFI e testimoni oculari l'aviazione sudanese avrebbe bombardato zone abitate da civili provocando diverse vittime.

Dal punto di vista politico i sostenitori della Corte Penale Internazionale sono stati colti di sorpresa dalla decisone dell'Unione Affricana di non riconoscere valido il Mandato d'Arresto contro il Presidente Sudanese (tra altre imputazioni: Crimini di Guerra e Contro l'Umanità) consentendoli di fatto cosi il libero transito nell'intero continente. Questa decisione è stata fortemente voluta dalla Libia: paese presidente di turno dell'Unione Africana.

Ad alcuni mesi dall'insediamento del Presidente Barack Obama alla Casa Bianca non è ancora chiara la posizione del Governo Statunitense nonostante la nomina di un Incaricato Speciale e le numerose prese di posizioni verbali dell'attuale Presidente americano in campagna elettorale. Tutt'oggi non si sa se la situazione del Corno d'Africa sarà un tema del G8.

Unica nota positiva nel contesto diplomatico sembra essere l'incontro tenutosi nei giorni scorsi in Toscana e promosso dall'Associazione dei Rifugiati del Darfur in Italia nella quale diversi rappresentanti dell'opposizione sudanese del Darfur si sono accordati in una dichiarazione di principio per uniformare le proprie rivendicazioni e semplificare i negoziati di Pace. Il documento puo essere letto sul sito del collettivo Italians For Darfur, sostenitore dell'iniziativa.

Per gli umanitari sul campo nel frattempo tutto viene condizionato dalle precarie condizioni di sicurezza: notizia di qualche giorno fà il rapimento di due operatori dell'ONG irlandese GOAL di cui non si hanno tutt'ora notizie.

Il Governo sudanese sembra modificare positivamente la sua posizione sugli umanitari internazionali cacciati nei mesi scorsi: alcune delle 13 ONG bandite sarebbero autorizzate a tornare ad operare nel paese a condizione di cambiare nomi e loghi e di rispettare una specie di "patto del silenzio". Notizia anticipata da un ministro sudanese alla stampa ma non confermata nei fatti per ora. Sembra invece sicuro il nuovo piano d'investimento militare appena annunciato dal Presidente sudanese in persona. La notizia potrebbe avere ripercussioni sui fragili equilibri del vicino Ciad e della Regione del Sud Sudan.

Tra i suoi diversi programmi in Sudan, il Comitato Internazionale della Croce Rossa comunica di continuare con successo il suo programma di aiuto all'agricoltura che sta fornendo gli sfollati del Darfur cosi come alcune comunità sedentarie di sufficienti risorse per assicurare la propria sussistenza e contribuire all'economia locale. I sementi sono stati adattati in base ai raccolti precedenti.

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Operazione Darfur è un iniziativa della Coordinazione Attività Umanitarie - Croce Rossa Italiana, Comitato Provinciale di Padova con la collaborazione del Segretariato Italiano Studenti di Medicina di Padova, il Parlamento Europeo degli Studenti, Joomla! Veneto e dell'Associazione culturale Stultiferanavis di Venezia.

Questo progetto è stato finanziato grazie a donazioni private, alla Provincia di Padova e al Bando nazionale 2008 del SISM.