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I nostri aggiornamenti

04/03/09

Da domani sono sette anni dall'inizio della crisi in Darfur. Oggi l'annunciato mandato internazionale di cattura per il Presidente Sudanese.

Grazie per aver seguito sul nostro Blog gli sviluppi della giornata. Ecco una prima sintesi a cura della Coordinazione Darfur.

Oggi è stata una giornata storica per la Corte Penale Internazionale ma amara per gli umanitari impegnati in Darfur.

Per la prima volta nella sua storia la Corte Penale Internazionale ha chiesto l'arresto di un capo di Stato in esercizio. Il Presidente Omar al-Bachir è ritenuto responsabile di 7 capi d'accusa principali tra cui crimini di guerra e crimini contro l'umanità per la repressione alla ribellione in Darfur.

Alla fine di un laborioso dibattito la Corte ha deciso di non pronunciarsi ancora in merito all'accusa di Genocidio proposta a Luglio dal Procuratore Generale della Corte in carica del dossier Darfur Luis Moreno Ocampo. La maggioranza dei giudici, pur non escludendo di formulare questa accusa se venisse chiaramente dimostrata l'intenzionalità dei fatti in futuro alla Corte, a ritenuto di non essere in grado di formulare quest'ultima accusa. Questa decisione ha lasciato molti difensori dei Diritti Umani amareggiati ma nell'insieme la notizia è stata accolta con grande commozione.

In Italia i rifugiati del Darfur e l'associazione Italians for Darfur si sono radunati a Roma al Colosseo per commemorare il settimo anniversario del conflitto e commentare la decisione della CPI. Raduni similari hanno avuto luogo in diverse città del mondo.

Il Governo Sudanese, che alla pari di molti paesi tra cui anche gli Stati Uniti ed altre nazioni occidentali, non ha riconosciuto la giurisdizione della Corte aveva fatto sapere più volte che non avrebbe assolutamente considerato le richieste della CPI. Oggi a Khartoum si sono svolte manifetazioni contro la CPI e il suo Procuraore Generale.

Le temute ripercussioni sulle operazioni umanitarie nella zona sembrano invece essere cominciate anche prima della comunicazione ufficiale della corte Penale Internazionale. La stampa internazionale (AFP, Reuters, (Inglese) ) riferisce del espulsione di 13 ONG tra le quali CARE, Mercy Corps e Medici Senza Frontiere : tutte presenti in Sudan da numerosi anni e responsabili di larga parte dei programmi medicali e humanitari in Darfur. La notizia delle espulsioni è stata confermata dalla Sig.ra Marie Okabe, vice porta-parola dell'ONU.

Si teme per il divenire delle popolazioni se vengono private di parte del sostegno umanitario dato che ne dipendono quasi completamente. Anche la sicurezza del contingente di Pace ONU/UA desta preoccupazione.

La Coordinazione Darfur organizzerà prossimamente proiezioni di un film/documentario che rintraccia attraverso testimonianze d'eccezione le drammatiche vicende del Darfur e il percorso internazionale che ha permesso di arrivare a questa giornata storica alla Corte Penale Internazionale. Il Film sarà disponibile tramite noi per proiezioni in tutta Italia.

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Operazione Darfur è un iniziativa della Coordinazione Attività Umanitarie - Croce Rossa Italiana, Comitato Provinciale di Padova con la collaborazione del Segretariato Italiano Studenti di Medicina di Padova, il Parlamento Europeo degli Studenti, Joomla! Veneto e dell'Associazione culturale Stultiferanavis di Venezia.

Questo progetto è stato finanziato grazie a donazioni private, alla Provincia di Padova e al Bando nazionale 2008 del SISM.