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I nostri aggiornamenti

16/02/09

Darfur: Justizia, negoziati di Pace e accordi militari


Fonte: Reuters, Haaretz, AFP 1, AFP 2, New York Times, UNAMID (Inglese)

Traduzione e sintesi: Coordinazione Darfur.
Aggiornato il 17/02/09 alle 10.15PM
Fonte: BBC, AFP (Inglese); Le Figaro (Francese)

Complicate e contraddittorie a prima vista le informazioni che giungono dal Darfur in questo momento.

Non si è ancora del tutto conclusa la crisi di Muhajiriya da cui il gruppo ribelle del JEM si è alla fine ritirato dopo estenuanti mediazioni che hanno visto la MINUAD (la forza di Pace ONU/UA) prendere decisioni coraggiose: come quella di rimanere in città nonostante i bombardamenti dell'aviazione sudanese e la possibilità di rimanere intrappolati. L'esercito sudanese afferma ora essere in controllo della città. dal punto di vista umanitario sembrerebbe passato il peggio ma le notizie che ci giungono sono poche e gli sfollati sono stati migliaia.

Qualche giorno fà un indiscrezione è apparsa sul New York Times e ripresa in seguito dal resto della stampa internazionale secondo cui la Corte Penale Internazionale tramite il procuratore Generale (Luis Moreno Ocampo) starebbe per emettere un mandato d'arresto internazionale all'incontro del Presidente del Sudan per Crimini di Guerra, Contro l'Umanità, Genocidio e numerosi altri capi d'accusa. Notizia che non è stata commentata dalla CPI. Questa azione è oggetto di speculazione da tempo.

In questo contesto si è appena conclusa la conferenza internazionale di Doha a cui hanno partecipano i rappresentanti del JEM (movimento ribelle del Darfur) e del governo sudanese. Questi colloqui si sono conclusi con la firma di un accordo di principio riguardante lo scambio di prigionieri e l'avanzamento dei negoziati di Pace. Questo è stato presentato dalle diplomazie del Qatar e della Francia (organizzatori dell'incontro) come un grande motivo di speranza.

Sempre in questi giorni uno dei principali capi di un'altra fazione ribelle del Darfur, rifugiato politico in Francia, era in visita in Israele dove ha incontrato numerosi suoi connazionali rifugiati nel paese e ha annunciato di avere avuto incontri ad alto livello con funzionari della Difesa. E' prevista la prossima apertura di una rappresentazione ufficiale del suo movimento anche in Israele dopo quella francese.

Sono ufficialmente più di 600 i rifugiati del Darfur arrivati in Israele ultimamente tramite il confine egiziano per chiedere asilo e condannati a morte da parte del Governo sudanese nel caso dovessero tornare nella patria di origine. I due paesi sono formalmente in guerra. (vedi documentario della coordinazione Darfur in proposito)

In Europa, oltre che in Francia, ci sono gruppi organizzati di rifugiati del Darfur anche in Italia e in altri paesi. La stra maggioranza dei rifugiati si trovano però sempre in terribili condizioni nei campi affollati del Ciad e dei paesi limitrofi del Sudan.

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Operazione Darfur è un iniziativa della Coordinazione Attività Umanitarie - Croce Rossa Italiana, Comitato Provinciale di Padova con la collaborazione del Segretariato Italiano Studenti di Medicina di Padova, il Parlamento Europeo degli Studenti, Joomla! Veneto e dell'Associazione culturale Stultiferanavis di Venezia.

Questo progetto è stato finanziato grazie a donazioni private, alla Provincia di Padova e al Bando nazionale 2008 del SISM.