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I nostri aggiornamenti

25/02/09

CICR in Sudan: seminare granelli di speranza

Fonte: CICR

http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/htmlall/sudan-feature-160209?opendocument

Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Lanniello (Caffè Dunant nr. 373) www.caffedunant.it/


Il 16-02-2009


Nella regione del Nord Darfur in Sudan, tutta l’attenzione è puntata sulla prossima stagione di raccolto mentre il CICR si prepara a distribuire le sementi ai civili. La prospera raccolta alimenterà per diversi mesi oltre 130.000 persone in difficoltà. Rapporto di Tamara Al Rifai del CICR


Il mercato di Al-Fasher è un chiassoso e polveroso piazzale dove la città scoppia di vita e pullula di colori. Mucchi di pomodori rossi maturi, secchi di carote di un vivo arancio, cumuli di limoni gialli sono tutti ben in mostra su grandi tappeti distesi per terra, in attesa di acquirenti.


"Siamo fortunati ad avere una varietà di frutta e verdura adesso," mi dice Soaade, il mio collega, mentre camminiamo tra i negozianti, cercando di eludere i gruppi di bambini piegati sui sacchetti di plastica per la vendita degli alimenti. "Ci sono state settimane in cui abbiamo vissuto su pomodori e melanzane. Si trovava pochissima frutta e altre verdure", afferma, mentre io restavo stupito per il colore e le dimensioni delle arance. Quando si tratta di frutta e verdura, è sempre festa o carestia qui, a seconda della stagione.


Cogliendo le stagioni giuste

Parlando delle stagioni, alla sotto-delegazione del CICR ad Al-Fashir, capitale del Nord Darfur, i preparativi sono in pieno fervore per l’attività più importante della stagione: la distribuzione di sementi. Questo è qualcosa di venerato da tutti. I prossimi mesi sono fondamentali per la maggior parte della popolazione del Darfur che vive a Jebel Marra e Jebel Si: è il momento in cui devono coltivare le loro piante, con la speranza di fare il raccolto entro la fine dell' anno. "I semi devono essere piantati entro la metà di giugno, prima della comparsa di segni di piogge, altrimenti la stagione è perduta", spiega Philippe, che è responsabile di ciò che il CICR chiama sicurezza economica.


Quest’ anno, il CICR distribuirà semi e prodotti alimentari a persone che sono state costrette dal conflitto a lasciare la loro terra e a fuggire verso le montagne. "Quando si sono sentite minacciati, queste persone sono fuggite verso i monti e da allora hanno condiviso la terra e il cibo delle famiglie che le hanno accolti", aggiunge Philippe.

Tuttavia, il terreno in montagna non è così fertile come le terre più a valle, ecco perchè il CICR ha deciso di intensificare l’aiuto.


L'organizzazione determina se le persone colpite da una nuova situazione, in questo caso di conflitto e di spostamento, hanno mezzi economici per farvi fronte. Se non sono in grado di farvi fronte, il CICR determina il livello di sostegno di cui hanno bisogno per raggiungere un livello minimo di economia domestica sostenibile. Questo è il motivo per cui il CICR parla generalmente di sicurezza economica, quando si riferisce al sostegno che offre in questo tipo di situazione.


"Abbiamo esaminato il modo in cui il conflitto ha colpito le persone nella regione e confermato che, dopo essersi allontanati dalla loro terra, essi non hanno più i mezzi di sussistenza. Sono ridotti a condividere le già scarse risorse delle persone che offrono loro ospitalità", continua Philippe.


Nel corso delle prossime settimane, i residenti di Jebel Marra e Jebel Si riceveranno dal CICR sementi per piantare le loro colture. Per aiutarli fino al prossimo raccolto, l'organizzazione fornisce loro anche le razioni di cibo. Philippe sottolinea come questo sia fatto "soprattutto per aiutarli ad acquisire la forza per il duro lavoro che hanno di fronte. Si tratta anche di garantire che non esauriscano i prodotti alimentari fino al punto di nutrirsi dei semi".


Se avrà successo, la mietitura dovrebbe produrre un raccolto per il valore di otto mesi di cibo per oltre 130.000 persone che il CICR ritiene in un disperato bisogno di assistenza.


Tutti contribuiscono


In collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole e i centri di ricerca agricola collegate con il Ministero, il CICR offrirà sostegno anche agli agricoltori intorno la città di Al-Fashir fornendo loro formazione, gli strumenti e l'assistenza tecnica, per consentire loro di produrre sementi di varietà locali di miglio nel 2009. Il CICR poi acquisterà una quota del raccolto per ridistribuirlo a favore degli agricoltori della regione del Jebel Marra e Jebel Si, contribuendo in tal modo aumentare le colture.


La sfida principale per il CICR e gli altri interessati è quello di rispettare il rigoroso calendario delle stagioni. Tutto deve essere pianificato ed eseguito in modo tempestivo, compresa la valutazione del raccolto che dovrà stabilire se sarà necessario apportare qualche per l'anno successivo.


Quindi, in questa zona del Darfur, il CICR lavora per tutte le stagioni. Superando gli ostacoli che derivano dalle difficili condizioni dei terreni e dall’ambiente aspro, semina pochi granelli di speranza nel cuore di persone che, per poco tempo, si sono sentite scraggiate nei loro rifugi di montagna.


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Operazione Darfur è un iniziativa della Coordinazione Attività Umanitarie - Croce Rossa Italiana, Comitato Provinciale di Padova con la collaborazione del Segretariato Italiano Studenti di Medicina di Padova, il Parlamento Europeo degli Studenti, Joomla! Veneto e dell'Associazione culturale Stultiferanavis di Venezia.

Questo progetto è stato finanziato grazie a donazioni private, alla Provincia di Padova e al Bando nazionale 2008 del SISM.