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I nostri aggiornamenti

14/09/08

Un riconoscimento per l'Operazione Darfur !

www.cripianapistoiese.com

Il Dramma del Darfur trova ascolto in Toscana.

Il 10 settembre 2008 la Commissione della quarta edizione del Premio Serena Branchetti, Giuseppe Testi per il volontariato 2008 ha premiato “l'Operazione Darfur” del Comitato Provinciale della Croce Rossa di Padova nel compleanno del suo primo anno di attività.

Il Premio organizzato dai Volontari della Croce Rossa di Piana Pistoiese è dedicato alla memoria di due di loro, straordinari per la loro solidarietà, e “tale è stata considerata la motivazione che muove l'Operazione Darfur” da parte della Giuria che ci ha gratificato con una "segnalazione di merito particolare". Per i VdS della Croce Rossa di Padova eravamo presenti a ritirare il Premio Marco Ansaldi ed io stesso, accompagnati da Anja Rudack in rappresentanza di StultiferaNavis (l'associazione artistica, nostro partner nella coordinazione Darfur).

La serata, a scopo di beneficenza, ha visto la presenza di più di 400 persone tra cui molte autorità.

Senza voler togliere nessun pregio agli altri premiati (promotori d'importanti iniziative socio-sanitarie, in particolare nel campo della disabilità mentale) è da notare che il nostro era l'unico progetto vincitore presentato dalla Croce Rossa e pure l'unico dell'ambito strettamente umanitario. Abbiamo cosi ricevuto una "segnalazione di merito particolare" mentre il primo premio è andato ai promotori di una Fondazione per il supporto ai bambini malati di leucemia di un ospedale toscano.

L'accoglienza che ci è stata conferita è stata molto calorosa ed i Volontari della CRI di Piana Pistoiese ci hanno ancora una volta testimoniato del loro interesse per l' “Operazione Darfur” allestendo uno spazio espositivo per presentare i nostri poster e i panelli informativi. A nostra volta abbiamo voluto ringraziare la Presidenza di Comitato consegnando una serie completa di poster. Il Comitato Provinciale della CRI di Pistoia si è pure mostrato interessato a collaborare con noi per portare la campagna comunicativa Darfur sul loro territorio.

Il Perché dell'Operazione Darfur?

In Darfur la vita di un uomo vale ben meno della terra che si trova sotto i piedi: il possesso di ricchi giacimenti di petrolio recentemente scoperti alimenta una guerra d'odio che si aggiunge alle lunghe e terribili tensioni etniche tra le diverse popolazioni del Sudan: popolazioni profondamente diverse per storia, economia, cultura.

La situazione geopolitica davvero non è semplice ma è illustrata chiaramente nel corso delle presentazioni che il progetto prevede: come quelle che si terranno presto in diversi Comuni della nostra Provincia di Padova.

Koffi Anan durante il suo mandato di Segretario Generale delle Nazioni Unite diceva testualmente in proposito che si trattava “dell'inferno in terra”.

Sono passati ormai cinque anni dallo scoppio di questa ennesima guerra africana, in Sudan, e la situazione non è affatto cambiata... Nuove crisi si sono scatenate nel mondo, altre sono in via di risoluzione, ma va ancora al Darfur il terribile primato di “peggiore crisi umanitaria del pianeta” seccondo l'ONU.

Questo si traduce in una delle più vaste operazione di soccorso mai realizzate dal Comitato Internazionale della Croce Rossa e dalla nostra Federazione. Una mobilitazione cronica che vede la presenza di numerose Società Nazionali e una continua ricerca di risorse da destinare alle popolazioni superstite.

I massimi livelli del governo sudanese e le milizie sue alleate sono recentemente stati accusati dal Corte Penale Internazionale di innumerevoli crimini, tra cui i Crimini di Guerra contro l'Umanità e di Genocidio.

I movimenti ribelli che hanno scatenato la guerra rivendicano principalmente una maggior autonomia della regione del Darfur e di poter godere almeno in parte dei profitti di quella terra. Si sono raggruppati in vari movimenti o eserciti, spesso in lotta tra di loro, e alcuni di questi non fanno mistero di fare ricorso ai bambini soldato.

Violenze terribili vengono documentate quotidianamente, superando di gran lunga quello che possiamo immaginare. Vorrei solo citare una caratteristica: lo stupro sistematico delle donne di specifici gruppi etnici come arma di destabilizzazione sociale.

Se le cifre che troverete sul numero di morti sono contraddittorie e difficili da verificare, oscillando tra i 10,000 combattenti uccisi secondo il governo sudanese e le stime delle Nazioni Unite che avanzano tra i 250 000 e i 400 000 morti civili, sappiamo di per certo che circa 2,5 milioni di persone vivono attualmente stipate in campi, sia all'interno che all'esterno dei confini del Darfur. Non viene usato il termine di “rifugiati” perché questo numero riguarda anche le IDP, o spostati interni, che non sono protetti dal Diritto Internazionale alla stregua dei rifugiati perché hanno cercato rifugio in altre aree del loro paese e non hanno sconfinato.

A questi ultimi è rivolto in particolare l'aiuto del CICR, che è presente in Sudan dagli anni 70', e dove ha prestato soccorso nel corso delle guerre passate: alcuni ricorderanno il conflitto Nord Sud, non senza implicazioni con quello recente.

A protezione della popolazione civile del Darfur è stata dispiegata da un anno una forza militare ibrida Nazioni Unite Unione Africana, la MINUAD che dispone di circa 9000 uomini sui 26 000 promessi e soffre di carenze materiali per controllare una zona vasta come la Francia. Questi militari sono già stati vittime di numerosi agguati.

In questo drammatico contesto oggi in Italia, a differenza di altri paesi, di Darfur, si parla ben poco. La Croce Rossa Italiana però non poteva tacere davanti a tanto orrore e cosi, come sapete, un anno fa è nata qui a Padova l'idea dell'Operazione Darfur: sensibilizzare l'opinione pubblica per poi agire. Puntare una luce sul Darfur cercando per quanto possibile di colmare il vuoto mediatico e il disinteresse politico.

Come reagire?

Questo progetto è nato “dal basso”, tra di noi Volontari: quelli della Croce Rossa di Padova e, fondamentali, quelli dei nostri partner: l'associazione degli artisti Stultifernavis in primis, che ha curato tutti gli aspetti grafici e artistici utilizzati per la campagna comunicativa, come i posters che evidenziano alcuni aspetti della crisi umanitaria.

Un altro partner è Il segretariato italiano studenti di Medicina, che ci ha aperto le porte del pubblico universitario e che ora si impegna nella sensibilizzazione delle scuole.

La collaborazione con il Centro Diritti Umani dell'Università di Padova: spesso nostro consigliere per quanto riguarda gli aspetti del Diritto Internazionale Umanitario particolarmente delicati.

Fondamentale poi è stato l'appoggio finanziere e morale che ci ha fornito la Provincia di Padova permettendoci di raggiungere i primi traguardi.

Tutti si sono coinvolti con la convinzione di lavorare perché non si possa dire un giorno del Darfur che “io non sapevo!” come purtroppo è puntualmente successo durante altre tragedie: la seconda guerra mondiale, la Cambogia o più recentemente il Ruanda per citarne alcune.

Perché le parole “Mai più”, che tutti hanno sentito o pronunciato, abbiano un senso, ci siamo convinti che è necessario proporre un azione dopo l'informazione, cosi che non si possa dire, e sarebbe ancora peggio “lo sapevamo, ma non abbiamo fatto nulla”. Per ciò questo progetto prevede assieme alla parte comunicativa una non meno importante fase di solidarietà concreta alle popolazioni del Darfur. Questo si traduce per ora nell'indirizzamento delle donazioni agli umanitari presenti sul posto tramite il sito internet del progetto. Indichiamo particolarmente il CICR ma raccogliamo li le principali ONG attualmente impegnate in Darfur. Siamo sempre alla ricerca di sponsor per il finanziamento di una missione della Croce Rossa Italiana, missione pensata con il Comitato Centrale per essere complementare a quelle già realizzate da altre società sorelle.

Mettere il Darfur nelle priorità dell'agenda umanitaria italiana: ecco in sintesi ciò che persegue l'Operazione Darfur.

E chi altro se non la Croce Rossa deve essere al centro di una tale missione: se è vero che la Croce Rossa italiana è dei cittadini italiani, al loro servizio, per portare la loro solidarietà!

E' con questa visione di una Croce Rossa patrimonio di ogni cittadino italiano e al servizio di tutti gli uomini che vogliamo affrontare l'urgenza del disinteresse sul Darfur, affinché gli altri settori della società civile, i politici certo, ma i media in particolare, e i Donatori, decidano di adoperarsi per la sua risoluzione e possano vedere, anche grazie al nostro progetto, nella Croce Rossa Italiana uno degli strumenti da impiegare.

Colgo l'occasione per ringraziare di tutto cuore l'insieme di Volontari delle diverse associazioni e Componenti e condividere con loro i meriti di questa vincita.

Raphael Broniatowski.

Coordinatore dell'Operazione Darfur www.cripadova.it/darfur


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Operazione Darfur è un iniziativa della Coordinazione Attività Umanitarie - Croce Rossa Italiana, Comitato Provinciale di Padova con la collaborazione del Segretariato Italiano Studenti di Medicina di Padova, il Parlamento Europeo degli Studenti, Joomla! Veneto e dell'Associazione culturale Stultiferanavis di Venezia.

Questo progetto è stato finanziato grazie a donazioni private, alla Provincia di Padova e al Bando nazionale 2008 del SISM.