Iscriviti alla Newsletter :

Consulta il Blog e iscrivi la tua email: puoi ricevere direttamente informazioni sullo sviluppo della situazione umanitaria e geopolitica della regione rimanendo aggiornato sull'avanzamento dell' "Operazione Darfur".

Servizio by FeedBurner

I nostri aggiornamenti

03/07/08

Newsletter Coordinazione Darfur

Il Darfur: fuori controllo! Reportage esclusivo della CNN

In onda sabato 5 luglio su CNN international il reportage di Nic Robertson “Darfur: out of control” verrà trasmesso integralmente (in inglese) alle 16,00 e alle 21,00, ora italiana.

Si tratta del reportage più recente di una troup di giornalisti internazionali in Darfur. Approfondisce particolarmente le enormi difficoltà che incontra l'UNAMID (la forza mista delle Nazioni Unite e dell' Unione Africana) nel suo dispiegamento.

L'Express (rivista francese di attualità) ha intervistato il giornalista della CNN e ci propone due estratti del documentario (sottotitoli in francese).

Leggi l'intervista

Guarda gli estratti



Lettera: Israele, terra promessa per i profughi del Corno d'Africa

In una lettera aperta Raphael Broniatowski, coordinatore del'Operazione Darfur, ci presenta la situazione dei profughi che attraverso il Sudan e l' Egitto giungono al confine israeliano per chiedere asilo. Una nuova rotta migratoria ancora sconosciuta ai media, importante nei numeri, che da circa due anni fa “concorrenza” agli sbarchi di Lampedusa. Un documentario per la Coordinazione Darfur è in corso di preparazione.

Per approfondire: il servizio di Aljazeera

Nel mese di maggio di quest'anno mi sono recato in Israele a titolo personale. Come coordinatore dell'Operazione Darfur che portiamo avanti da quasi un anno come Comitato Provinciale della CRI di Padova, ero venuto a conoscenza dei flussi di rifugiati che dal corno d'Africa e dal Darfur in particolare giungono in Israele per chiedere asilo. La situazione mi sembrava interessante e di una entità impressionante, ma assolutamente non mediatizzata.

Ho quindi approfittato di questa visita e della collaborazione di alcune persone sul posto, in particolare dei miei fratelli Simon e Mathias, per approfondire il fenomeno realizzando un documentario con una telecamera.

Ho cominciato la mia indagine contattando il Magen David Adom, società sorella della Croce Rossa Italiana e la “Israel Coalition for Darfur”, piattaforma di coordinamento israeliana costituita dalle maggiori associazioni che lavorano sul Darfur, compreso il MDA. La somiglianza con il modello che cerchiamo di sviluppare con la Coordinazione Darfur qui a Padova mi ha molto colpito.

Mi sono poi recato nelle periferie povere di Tel Aviv dove questi rifugiati (in realtà la maggior parte di loro stanno aspettando i risultati della commissione che decide se attribuire loro lo status o meno) vivono e vengono assistiti con grande sensibilità. Ho quindi incontrato i rifugiati e i volontari. Mi sono poi spostato lungo il confine con l'Egitto, nel deserto del Negev fino alla città di confine di Eilat sul mar rosso dove numerosi rifugiati lavorano e dove è stato costruito un centro di accoglienza per le donne e i bambini. Ho poi incontrato alcuni soldati di pattuglia lungo il confine e parlato con un giovane politico della posizione del governo israeliano sul fenomeno. Numerosi i punti in comune con l'Italia, anche se in Israele questo fenomeno migratorio è molto più recente e non esiste ancora una linea politica chiara su come affrontare il fenomeno.

I numeri sono abbastanza impressionanti: sopratutto se si relazionano alla modesta dimensione dello stato di Israele: in alcuni periodi il flusso di persone che hanno attraversato il confine clandestinamente per richiedere asilo è equiparabile agli sbarchi sulle coste della nostra isola di Lampedusa. I Rifugiati dicono di aver scelto di venire in Israele solo per la necessità di lasciare l'Egitto che non gli garantiva asilo e protezione. Alcuni hanno pensato di recarsi in Italia e da li in Europa ma questo è stato impossibile per la necessità di lasciare precipitosamente l'Egitto e non essendo abbastanza fortunati da potersi permettere la traversata del Mediterraneo. Questa tragica situazione in Egitto è stata documentata più volte dalla stampa internazionale.

Al di là del percorso giudiziario travagliato del richiedente asilo in Israele che secondo me presenta un interesse assai limitato per i più, emergono da questo viaggio alcuni punti che meritano una riflessione più profonda, in particolare per il Movimento della Croce Rossa e della Mezza Luna Rossa o chiunque lavori a contatto con i flussi migratori.

Abbiamo un'ulteriore conferma che i fenomeni dell'immigrazione clandestina sono ben orchestrati a livello internazionale da persone/organizzazioni perfettamente al corrente della situazione reale, e non percepita, del paese di destinazione: Cosi Israele, che per chi si limita ad una conoscenza indiretta basata su alcuni fatti di guerra riportati dai media può sembrare una strana destinazione per un profugo da una terra terribile come il Darfur, è in realtà un oasi di libertà e sviluppo economico nel panorama nord africano e mediorientale e per questo appetibile.

I rifugiati che si affidano a queste filiere dell'immigrazione clandestina pagano veri e propri “biglietti” in base alla loro destinazione (che però non conoscono personalmente) sostando in vere e proprie “stazioni” fisse di smistamento.

Nel corso del loro tragitto incontrano più volte la Croce Rossa (intendo il movimento nel suo insieme) ma non nei crocevia di smistamento, e questi incontri sono perlopiù fortuiti, e non sono sfruttati come occasione di seguire i flussi o di permettere lo scambio di messaggi con i famigliari.

Il fenomeno dell'immigrazione clandestina si conferma quindi un fenomeno globale, coordinato, le cui risposte sono ancora troppo locali, al massimo nazionali e che se condotte su scala maggiore sono percepibili unicamente come operazioni di polizia.

In questo contesto è mia personale opinione che la Croce Rossa possa porgersi come promotore di nuove iniziative. Esistono occasioni, strutture, e penso in particolare alla Federazione Internazionale e al Centro per la cooperazione sul Mediterraneo, dove queste informazioni vengono già centralizzate e condivise. Ma questo dell' immigrazione clandestina è un fenomeno enorme, mutevole, veloce, molto adattabile e complesso. Ha diretti riscontri a livello locale, nell'azione volontaria di tutti giorni. Per questo penso che la formazione al Diritto Internazionale Umanitario di noi Volontari deve trasformarsi e articolarsi per diventare anche educazione al rifugiato e al migrante economico e che dobbiamo sviluppare una rete comunicativa interna che permetta di migliorare la nostra azione in questo contesto.

Grazie alla sua impressionante rete di volontari che operano localmente nell'emergenza sociale o sanitaria, la Croce Rossa incontra spesso la particolare sofferenza dei migranti ed ha quindi nella sua base una straordinaria visibilità sul fenomeno: Per me una Croce Rossa capace di trasmettere nei due sensi informazione ed esperienza, al di là dei confini mediterranei sarebbe forse l'unica figura capace di fare una sintesi non contraddittoria tra “the big picture”: cioè la panoramica globale e le situazioni che richiedono risposte locali.

Progetti di sensibilizzazione come l'Operazione Darfur, che vedono impegnate congiuntamente forze diverse della società civile come la CRI, la Provincia di Padova, università, professionisti, associazioni culturali, sono parte della risposta perché individuano e informano (in particolare per noi, volontari attivi del Movimento) su teatri operativi lontani dai riflettori mediatici cercando cosi di proporre una visione del mondo con approccio “per problemi” e non “per apparenza”: quale è veramente.

Continuiamo quindi ad agire, come è nostra missione, spostandoci dove la sofferenza, le guerre, la fame... acuiscono la vulnerabilità delle persone. Questo in accordo ai Principi fondamentali del movimento di Croce Rossa, con Cuore e Sensibilità, e non trascurando di migliorare la comunicazione interna al Movimento e tra i vari livelli di operatività. Questo ci permetterà di trasmettere esperienza, e cosi di rispondere in maniera preparata e coordinata alla sfida dei flussi migratori e salvare numerose vite.

Raphael Broniatowski

SEGUICI IN RSS TWITTER FACEBOOK

Operazione Darfur è un iniziativa della Coordinazione Attività Umanitarie - Croce Rossa Italiana, Comitato Provinciale di Padova con la collaborazione del Segretariato Italiano Studenti di Medicina di Padova, il Parlamento Europeo degli Studenti, Joomla! Veneto e dell'Associazione culturale Stultiferanavis di Venezia.

Questo progetto è stato finanziato grazie a donazioni private, alla Provincia di Padova e al Bando nazionale 2008 del SISM.