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I nostri aggiornamenti

14/07/08

Darfur, l'Aja accusa il presidente del Sudan: genocidio e crimini di guerra

Da: La Stampa
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PRESENTATI I RISULTATI DELLA SECONDA INCHIESTA SUL CONFLITTO
Il Tribunale penale internazionale
accusa Omar al-Beshir di crimini
contro l'umanità. Avrebbe armato
i janjaweed per la pulizia etnica
nella regione occidentale del Darfur
AJA
Il procuratore Luis Moreno Ocampo ha presentato i risultati della sua seconda inchiesta sul conflitto nel Darfur e formulato i capi di accusa: genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra nella regione occidentale del Sudan. Adesso i tre giudici dell’udienza preliminare del Tribunale decideranno se le prove presentate dal pubblico ministero costituiscono una base ragionevole per passare all’arresto del presidente sudanese.

Omar al-Beshir ascese al potere con il colpo di Stato del 1989, messo a punto insieme con il suo mentore Hassan al Thurabi, l’ideologo islamista che fu maestro anche di Osama bin Laden, quando il capo di al Qaeda si trovava nel Sudan. Beshir è ritenuto responsabile da gran parte della comunità internazionale dei crimini contro l’umanità commessi dal governo sudanese nel Darfur, dove dal 2003 una guerra civile ha fatto oltre 300.000 morti e più di due milioni di rifugiati. Khartum si è distinta per l’appoggio dato ai janjaweed, la milizia araba a cavallo responsabile delle stragi nei villaggi della regione occidentale del Sudan.

La decisione del Tribunale è attesa dalle associazioni dei diritti umani. Il direttore del dipartimento giustizia internazionale dell’organizzazione Human Rights Watch, Richard Dicker, aveva detto che l’ordine d’arresto significherebbe «un passo significativo contro l’impunità nel Darfur e invierebbe il messaggio che nessuno è al di sopra della legge, neanche se si tratta di un presidente».

Nei giorni scorsi l’ambasciatore del Sudan all’Onu, Abdalmahmood Abdalhaleem Mohamad, aveva messo in guardia dalle «gravi ripercussioni» se Beshir sarà incriminato: «Ocampo sta giocando con il fuoco». Nella capitale sudanese si sono tenute ieri diverse manifestazioni a sostegno del regime, che da parte sua gode dell’appoggio, nella comunità internazionale, di Pechino. la prova dell’indiretto coinvolgimento cinese nella tragedia del Darfur arriverebbe, tra l’altro, da un documentario della BBC: i giornalisti britannici avrebbero individuato autocarri di fabbricazione cinese ’Dong Feng’ armati con mitragliatrici antiaeree, impiegati in almeno un attacco nella località di Sirba nella parte occidentale del Darfur.

Le reazioni
Nei giorni scorsi l’ambasciatore del Sudan all’Onu, Abdalmahmood Abdalhaleem Mohamad, aveva messo in guardia dalle «gravi ripercussioni» se Beshir sarà incriminato: «Ocampo sta giocando con il fuoco».

Nella capitale sudanese si sono tenute ieri diverse manifestazioni a sostegno del regime, che da parte sua gode dell’appoggio, nella comunità internazionale, di Pechino. La prova dell’indiretto coinvolgimento cinese nella tragedia del Darfur arriverebbe, tra l’altro, da un documentario della BBC: i giornalisti britannici avrebbero individuato autocarri di fabbricazione cinese "Dong Feng" armati con mitragliatrici antiaeree, impiegati in almeno un attacco nella località di Sirba nella parte occidentale del Darfur.

Il Sudan ha respinto le accuse di genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità mosse al Presidente Omar al Bashir dal Procuratore generale della Corte penale internazionale dell’Aia (Cpi) e ha minacciato una «reazione» se la questione sarà portata davanti alle Nazioni Unite. «Ribadiamo la nostra opposizione alla Cpi e respingiamo ogni sua decisione - ha detto alla France presse il portavoce del governo, Kamal Obeid - se la Cpi trasmetterà la vicenda all’Onu, allora ci sarà una nostra nuova reazione». Il portavoce non ha fornito maggiori precisazioni a riguardo.

Approfondimenti: intervista della BBC al Procuratore Capo dell'ICC (Inglese)
inchiesta della BBC sulle violazioni dell'embargo sulle armi (Inglese)

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Operazione Darfur è un iniziativa della Coordinazione Attività Umanitarie - Croce Rossa Italiana, Comitato Provinciale di Padova con la collaborazione del Segretariato Italiano Studenti di Medicina di Padova, il Parlamento Europeo degli Studenti, Joomla! Veneto e dell'Associazione culturale Stultiferanavis di Venezia.

Questo progetto è stato finanziato grazie a donazioni private, alla Provincia di Padova e al Bando nazionale 2008 del SISM.