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I nostri aggiornamenti

23/06/08

Mia Farrow: “Per la pace in Darfur intervenga la Blackwater”

Leggi l'articolo sul sito originale: La stampa.it

Per l’attrice-attivista, il ricorso ai servizi dei discussi “mercenari della sicurezza” è preferibile all’immobilismo degli organismi internazionali
“Alla gente nei campi profughi in Darfur non importa chi li possa aiutare: importa che qualcuno lo faccia”. E per Mia Farrow, attrice-attivista delusa dall’incapacità degli organismi internazionali di mettere fine al genocidio nella regione del Sudan, “qualcuno” può anche significare una forza esterna di professionisti della sicurezza.

Come la Blackwater: proprio alla discussa agenzia, salita alla ribalta per gli episodi di violenza di cui è stata protagonista in Iraq, Farrow si è rivolta per cercare una soluzione al conflitto che dal 2003 vede opporsi miliziani islamici e tribù di diversi gruppi etnici africani e che ha già fatto oltre 300mila morti.
L’attrice, che rappresenta il gruppo di difesa dei diritti umani “Un sogno per il Darfur”, ha incontrato Erik Prince, fondatore e presidente della Blackwater, per discutere della possibilità di un intervento dei “mercenari della sicurezza” a fianco del contingente della missione congiunta Onu-Unione Africana - l’Unamid - , che appare sottodimensionato e incapace di intervenire efficacemente.

Un vero schiaffo per le Nazioni Unite, arrivato all’indomani della pubblicazione del rapporto stilato da diplomatici appena rientrati dal Sudan, che denuncia, insieme alla debolezza dell’Unamid, l’atteggiamento disinteressato, se non ostile, del governo di Karthoum verso l’invio di una forza internazionale di proporzioni adeguate all’entità del conflitto. Il governo sudanese nega un coinvolgimento diretto nelle questioni interne alla sua provincia occidentale, ma appoggia in realtà i miliziani islamici Janjaweed e ha tutto l’interesse ad evitare un’ingerenza esterna: il gruppo di Mia Farrow ha più volte denunciato che il governo sudanese abusa del diritto di dare un’approvazione preventiva ai contingenti di pace, in modo che alla missione vengano assegnate truppe africane dalla scarsa preparazione e mal equipaggiate.

Il coinvolgimento della Blackwater potrebbe portare finalmente alla formazione di quella forza di almeno 26mila uomini di cui il Darfur ha disperato bisogno, sottolinea l’attrice, che si dice comunque consapevole dei rischi connessi all’uso dei mercenari: a settembre 2007, 17 civili iracheni sono morti a Baghdad in una sparatoria che ha coinvolto proprio gli uomini della Blackwater, impegnati in un’operazione di difesa di un convoglio, trasformatasi in una strage.

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Operazione Darfur è un iniziativa della Coordinazione Attività Umanitarie - Croce Rossa Italiana, Comitato Provinciale di Padova con la collaborazione del Segretariato Italiano Studenti di Medicina di Padova, il Parlamento Europeo degli Studenti, Joomla! Veneto e dell'Associazione culturale Stultiferanavis di Venezia.

Questo progetto è stato finanziato grazie a donazioni private, alla Provincia di Padova e al Bando nazionale 2008 del SISM.